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Infermiere libero professionista cosa serve per partire.

Assistenza domiciliare, strutture private, studi associati: la libera professione apre molte strade, ma porta con sé adempimenti precisi. Le cifre fiscali e previdenziali verificale sempre con un commercialista e con ENPAPI.

Aggiornato al 29 ottobre 2026

Libera professione

  • Verifica iscrizione e compatibilità
  • Scegli regime e commercialista
  • Apri la partita IVA
  • Iscriviti all'ENPAPI
  • Attiva l'assicurazione RC
86.94.01
codice ATECO delle attività infermieristiche
16%
contributo soggettivo ENPAPI sul netto
78%
coefficiente di redditività nel forfettario
85.000 €
limite di ricavi per il forfettario
La guida

Quello che devi sapere

1

Partita IVA e codice ATECO

Apri la partita IVA come persona fisica all'Agenzia delle Entrate, di persona, online o tramite commercialista. Con la classificazione ATECO 2025, operativa dal 1° aprile 2025, il codice per l'attività infermieristica è 86.94.01, Attività infermieristiche. Se avevi aperto con il vecchio 86.90.29, valuta con il commercialista l'aggiornamento.

2

Regime forfettario

Puoi applicarlo se i ricavi dell'anno precedente non superano 85.000 euro: se li superi esci dall'anno dopo, se superi 100.000 euro esci subito. Paghi un'imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti, su un reddito calcolato con un coefficiente del 78% per le attività infermieristiche. Se hai anche un lavoro dipendente, verifica il limite di reddito da lavoro dipendente valido per l'anno, che negli ultimi anni è stato modificato più volte.

3

Previdenza: ENPAPI

Da libero professionista ti iscrivi all'ENPAPI, la cassa di previdenza degli infermieri. Secondo le regole pubblicate dalla cassa, il contributo soggettivo è il 16% del reddito professionale netto, con un minimo annuo di 1.600 euro, e quello integrativo è il 4% dei compensi lordi, con un minimo di 150 euro, addebitato in fattura al cliente. C'è anche un contributo di maternità fissato ogni anno: verifica sempre importi e scadenze con ENPAPI.

4

Albo, assicurazione ed ECM

Devi essere iscritto all'OPI. La legge Gelli-Bianco (24/2017) obbliga chi lavora in libera professione ad avere un'assicurazione di responsabilità civile professionale, con i requisiti minimi fissati dal decreto 232/2023. Anche da libero professionista resta l'obbligo ECM: 150 crediti nel triennio 2026-2028, salvo esoneri e riduzioni.

5

Se sei anche dipendente pubblico

Il dipendente pubblico ha un vincolo di esclusività. Per i professionisti sanitari del comparto del Servizio sanitario nazionale una deroga temporanea, prorogata più volte, consente la libera professione fuori dall'orario di servizio, con autorizzazione dell'azienda. Prima di aprire la partita IVA verifica la scadenza in vigore e le regole della tua azienda.

6

Fatture, bollo e Sistema TS

Le prestazioni sanitarie alla persona sono esenti IVA, e sopra i 77,47 euro la fattura richiede la marca da bollo da 2 euro. Per le prestazioni a persone fisiche la fattura non va emessa tramite il Sistema di Interscambio, e i dati delle spese vanno trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria entro le scadenze fissate dal Ministero dell'Economia, salvo opposizione del paziente. Le tariffe minime obbligatorie non esistono più: il compenso lo concordi con il cliente, meglio con un preventivo scritto.

Il percorso

Passo dopo passo

  1. 1

    Verifica iscrizione e compatibilità

    Controlla di essere iscritto all'OPI e, se sei dipendente, chiedi alla tua azienda l'autorizzazione prevista.

  2. 2

    Scegli regime e commercialista

    Con un commercialista valuti regime forfettario o ordinario in base a ricavi attesi, spese e altri redditi.

  3. 3

    Apri la partita IVA

    Comunichi l'inizio attività all'Agenzia delle Entrate con il codice ATECO 86.94.01, Attività infermieristiche.

  4. 4

    Iscriviti all'ENPAPI

    Ti iscrivi alla cassa nei termini indicati da ENPAPI, dalla sua area riservata online.

  5. 5

    Attiva l'assicurazione RC

    Stipuli una polizza di responsabilità civile professionale conforme alla legge Gelli-Bianco prima di iniziare a lavorare.

  6. 6

    Organizza fatture e Sistema TS

    Prepari modello di fattura, tariffe e preventivi, e ottieni le credenziali per inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria.

Attenzione

Gli errori da evitare

Iniziare a lavorare senza assicurazione RC

La legge 24/2017 rende obbligatoria la polizza per chi lavora in libera professione. Attivala prima del primo incarico e controlla con l'assicuratore massimali, attività coperte e retroattività.

Sottovalutare i contributi ENPAPI

Il contributo soggettivo si calcola sul reddito netto e c'è un minimo annuo anche se fatturi poco. Accantona una parte di ogni compenso per contributi e imposte, così il saldo non ti coglie di sorpresa.

Lavorare senza autorizzazione se sei dipendente

Da dipendente pubblico la libera professione è possibile solo con la deroga in vigore e con l'autorizzazione dell'azienda. Chiedila per iscritto prima di accettare incarichi.

Dimenticare l'invio al Sistema Tessera Sanitaria

Le spese sanitarie delle persone fisiche vanno trasmesse entro le scadenze fissate, salvo opposizione del paziente. Un invio mancato o in ritardo può comportare sanzioni.

Checklist

Prima di aprire la partita IVA

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Le spunte restano salvate solo su questo browser.

Glossario

Le parole che incontrerai

Codice ATECO
La classificazione Istat delle attività economiche che indichi quando apri la partita IVA. Per l'infermiere, dal 1° aprile 2025, è 86.94.01.
Regime forfettario
Regime fiscale agevolato per chi resta sotto 85.000 euro di ricavi e rispetta gli altri requisiti. Le imposte si calcolano su una quota forfettaria dei compensi.
Coefficiente di redditività
La percentuale dei compensi considerata reddito nel forfettario. Per le attività infermieristiche è il 78%.
Imposta sostitutiva
L'imposta unica del forfettario al posto di IRPEF e addizionali: 15%, oppure 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti.
ENPAPI
Ente nazionale di previdenza e assistenza della professione infermieristica. È la cassa a cui versi i contributi da libero professionista.
Contributo integrativo
Il 4% dei compensi lordi che addebiti in fattura al cliente e versi all'ENPAPI. Lo paga il cliente, ma sei tu a versarlo alla cassa.
Sistema Tessera Sanitaria
Il sistema del Ministero dell'Economia che raccoglie i dati delle spese sanitarie dei cittadini per la dichiarazione precompilata.
RC professionale
L'assicurazione di responsabilità civile per i danni causati nell'esercizio della professione. Per il libero professionista è obbligatoria per legge.

Fonti

Le cifre fiscali e previdenziali di questa pagina sono indicative e possono cambiare ogni anno. Prima di aprire la partita IVA verificale con un commercialista e con ENPAPI.

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FAQ

Domande frequenti

Con la classificazione ATECO 2025 è 86.94.01, Attività infermieristiche. Ha sostituito il vecchio 86.90.29.

L'imposta sostitutiva è del 15%, oppure del 5% per i primi cinque anni se hai i requisiti, applicata al 78% dei compensi meno i contributi previdenziali versati. A questo si aggiungono i contributi ENPAPI: fai fare la simulazione al tuo commercialista.

Sì, per l'infermiere che esercita in libera professione. Aliquote, minimi e scadenze li trovi sul sito di ENPAPI e possono cambiare: verifica sempre lì.

Sì. La legge 24/2017 obbliga il professionista sanitario che lavora in libera professione ad avere una polizza di responsabilità civile, con i requisiti minimi del decreto 232/2023.

Solo fuori dall'orario di servizio, con autorizzazione dell'azienda, grazie a una deroga temporanea che è stata prorogata più volte. Verifica la scadenza in vigore prima di iniziare.

Per le prestazioni sanitarie a persone fisiche la fattura non va inviata tramite il Sistema di Interscambio: si emette in formato non elettronico e i dati vanno al Sistema Tessera Sanitaria. Per i clienti come strutture e aziende valgono le regole ordinarie: chiedi conferma al commercialista.

Sì, se rispetti tutti i requisiti. Per il 2026 la legge di bilancio ha confermato a 35.000 euro il limite dei redditi da lavoro dipendente e assimilati dell'anno precedente: se lo superi non puoi applicare il forfettario. Per gli anni successivi, salvo nuove proroghe, il limite potrebbe tornare a 30.000 euro: verifica con il commercialista.

Paghi comunque i contributi minimi: secondo le regole pubblicate dalla cassa sono 1.600 euro di soggettivo e 150 euro di integrativo all'anno, più il contributo di maternità. Importi aggiornati, scadenze ed eventuali agevolazioni li trovi sul sito di ENPAPI.

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